Videosorveglianza, telecamere finte e privacy

Videosorveglianza e Privacy

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Se avete l’intenzione di installare delle videocamere per sorvegliare la vostra azienda, bisogna sapere che, insieme al Jobs Act, sono state introdotte alcune modifiche. Il garante per la Privacy ha introdotto alcune novità che riguardano la videosorveglianza tenendo conto degli interventi legislativi approvati in questi ultimi anni. Da precisare che la videosorveglianza è lecita quando aumenta la sicurezza del luogo dove si svolgono le attività ed è uno strumento efficace come testimonianza per eventuali fatti illeciti. Se prima infatti la normativa vietava il controllo del lavoratore a distanza, ora è possibile riprendere i dipendenti se le telecamere vengono installate per motivi organizzativi, produttivi o per tutelare la proprietà dell’azienda.

Comunque si deduce sempre che ci sono limiti davvero molto sottili, per cui è necessario trovare un equilibrio che consenta di difendere cose e persone senza recare danno la libertà di nessuno, pur sempre situazioni al limite tra tutela della sicurezza e violazione della privacy.

Importante sapere che la legge riservata alla videosorveglianza si basa su quattro principi solidi e irremovibili, che vanno a giustificare l’utilizzo di riprese del personale e dei clienti laddove questo sia necessario e nel rispetto di particolari condizioni. Così elencati:

Liceità, ossia il principio in base a cui possono essere utilizzate le immagini raccolte laddove necessarie per rispondere a un obbligo di legge oppure per tutelare un interesse legittimo;

Necessità, in base a cui deve esserci un motivo sufficiente ed evidente che giustifichi l’utilizzo di videocamere di sorveglianza;

Proporzionalità, che garantisce che l’installazione delle telecamere avvenga laddove ritenuta una misura proporzionata agli scopi prefissi;

Finalità, per cui gli scopi perseguiti mediante l’installazione di videocamere devono essere determinati, espliciti e legittimi.

Insomma, le telecamere possono essere installate laddove sia necessario per aumentare la sicurezza di un negozio, ufficio, stabile, cortile, ecc. e nel caso in cui dipendenti, clienti e passanti siano informati della loro presenza mediante informativa e apposita segnaletica.

L’installazione di videocamere fasulle, invece, non risponde ai principi sopra citati perché se è finta allora significa che non sono presenti le condizioni per cui la videosorveglianza sia necessaria per ragioni di sicurezza e, di conseguenza, è superfluo e inutile installarla. La normativa e l’orientamento del Garante stabiliscono, quindi, che devono essere raccolti solo i dati necessari a raggiungere gli obiettivi. La privacy è così tutelata in base ai principi di liceità, necessità, proporzionalità e finalità, principi che se non vengono osservati danno luogo a interferenze illecite punite, in base all’art. 615 bis del Codice Penale, con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

La telecamera finta o non attivata non rispetta la norma secondo la quale il proprietario può avvalersi della videosorveglianza per incrementare la sicurezza. L’impianto finto, di fatto, non aumenta la sicurezza e non serve a considerare la tutela del proprio bene con la tutela a cui la privacy dei cittadini ha diritto. Di conseguenza è sicuramente legittima una videosorveglianza che garantisce il patrimonio aziendale ma solo all’interno dei paletti legislativi stabiliti: se l’impianto di videosorveglianza non serve ad aumentare la sicurezza non deve essere installato.

Quali sono invece i requisiti richiesti dal garante della privacy e gli obblighi per i datori di lavoro?.

In primis la segnalazione delle videocamere. La mancanza di un cartello di segnalazione può costare una multa molto cara, quindi, è importante che le tue telecamere siano segnalate.

Conservazione delle registrazioni. Il garante della privacy è molto rigido su questo aspetto, d’altronde però la normativa su questo punto è anche molto semplice da capire. Infatti le registrazioni non possono essere conservate per più di 24 ore.

Verifica preliminare del garante. Infine un aspetto molto importante della normativa riguarda la verifica del garante, cioè in casi particolari il datore di lavoro dovrà informare il garante del sistema di videosorveglianza che verificherà la correttezza del sistema.

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